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      Una bella manza che vi terra' informati sul Favoloso Mondo de i Licaoni

    • Sercio

      Un critico severo per un Cinema di qualita'.

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      Un adolescente.
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      Se il Rigore Morale avesse un volto sarebbe il suo.

    • i Licaoni

      I protagonisti assoluti di questo fantastico blog. Peccato siano degli idioti.

domenica, 08 giugno 2008 , ore 15:48


Un post scritto da: Sercio
Categoria: recensioni, malessere

                            


E ancora una volta parliamo di cinema Americano.
Non me ne vogliate, prima o poi su queste pagine faremo anche un punto sullo stato del cinema Italiano (e non per parlare di "Rinascita" come fanno tutti: anche se a Cannes abbiamo avuto due film discreti come il Divo o Gomorra non dobbiamo farci illusioni... non è ancora rinato un bel niente e forse non rinascerà mai più, capito Gianluigi?).

Sarò breve.

Sono allibito.

E la questione è: ma perché certi talentacci di Hollywood si stanno buttando via dietro a film tratti da fumetti?
Semplice : fare soldi a palate (con percentuali sugli incassi), riscattare una carriera in declino, cavalcare il trend del momento.
 
Ma converrete che è comunque triste vedere veri mattatori sprecati dietro a filmoni mediocri, senz'anima e assolutamente puerili...

Perchè finchè era ancora gente insulsa come Tobey Maguire per Spiderman o James Marsden per X-Men non c'era problema: film fatti con anonimi disgraziati per un pubblico di nerd segaioli ...

Ma qui si sta esagerando: gente come Robert Downey Jr.

                          Classe.

(che nonostante il burrascoso passato e qualche titolo alimentare, vanta un notevole curriculum) si butta anima e cuore in un filmaccio come Iron Man impegnandosi sorprendentemente a cercare la massima adesione fisica col personaggio anche a costo di sembrare ridicolo...
 
O Edward Norton

               Talento sprecato.

famoso per le sue scelte sofisticate e difficili, accetta di fare un sequel-remake di un film orribile come Hulk del 2003, dal titolo (ma pensa te) L'incredibile Hulk e addirittura co-scrivendolo e co-producendolo...
 
E la lista è ancora lunga: Tim Roth  nel ruolo del  cattivo del suddetto film che leggo chiamarsi "Abominio" (!!!) ... o Christian Bale che continua ad affondare la sua credibilità artistica andando in giro vestito da pipistrello...

Persino il mio amato Will

               Carisma innegabile.

ha ceduto alla tentazione facendone uno: Hancock.
Film che parodizza il genere, ma pur sempre di supereroi si tratta (e dal trailer si capisce che comunque alla fine tutto si risolverà come un' ennesima variazione sul tema di Superman...)

Ragazzi, che scòramento.
Il cinema mi sta sempre dando meno soddisfazioni.
Meglio la Potta (e sovente il Culo).
 
Ditemi la vostra.
O anche no se nun ve va, tanto ho sempre ragione io.

Bèlla.

P.s.: Leggo con piacere che Indiana Jones 4 ha fatto schifo al cazzo e deluso profondamente anche i fan più accaniti.
Ben vi sta, idioti. Ancora vi aspettate qualcosa da questi due cialtroni?
Ve meritate solo un clistere de midiclorian e orde de marmotte digitali che ve mordono li coJòni.
Sercio

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sabato, 05 aprile 2008 , ore 13:41


Un post scritto da: Sercio
Categoria: recensioni, news
                             


Il più duro fra i filmakers, il perfezionista dei kolossal, lo "Stanley Kubrick del film d'azione", il "Re del Mondo": lo avrete capito, stiamo parlando di James Cameron:

                          vezzoso.

Chi scrive non ama troppo i suoi film (abbastanza Terminator, per niente Terminator 2, discreto Aliens, pessimo Titanic) ma, proprio per le sue caratteristiche sopracitate lo ritiene comunque una delle figure più interessanti nell'ormai asfittico e omologato panorama dei "Registoni Hollywoodiani".
E chi è ostinato e ambizioso come Jim non può comunque che suscitare le mie simpatie: uno che arriva ad ipotecare la casa e a rischiare la morte per assiderazione sott'acqua  per terminare un film e farlo ESATTAMENTE come vuole lui contro lo strapotere degli studios, beh, a mio parere è davvero Gajàrdo!

Ma la domanda è: che fine ha fatto Jim?

Dopo la pioggia di oscar (e miliardi) accumulati col Titanic nel lontano 1997, il nostro non è più tornato al cinema ma ha pensato di spendere il suo tempo nelle più disparate e insospettabili attività: prima cercando di diventare campione del mondo di Bubble Bobble , poi tentando invano (forse per noia) la carriera sacerdotale ;  scelta di cui si pentirà e che poi lo porterà a produrre uno scottante e provocatorio documentario dove ha cercato di dimostrare che Gesù non è risorto...

               Questa volta è guerra.

In "The Lost Tomb Of Jesus"  - Cameron mostrerebbe i sepolcri ritrovati negli anni '80 nei pressi di Gerusalemme che secondo gli esperti apparterrebbero a Gesù, figlio di Giuseppe, Maria Maddalena e Judah, figlio di Gesù... non male, eh?

Ma a parte questo? Solo un paio di documentarietti sottomarini ("Ghost of the Abyss" , "Aliens of the deep") girati più che altro per scommessa personale contro colleghi invidiosi e una breve esperienza nel serial televisivo (lo scialbissimo "Dark Angel" che ha come unico merito quello di aver lanciato quella sorca de Jessica Alba ... ebbravo Jimmy! ;PPPP).

Stanco di fare Cinema nel vero senso della parola quindi? Neanche per sogno. Il buon Jim sta per tornare sui grandi schermi in pompa magna (e come sennò?) con Avatar kolossal fantascientifico  dalla trama ancora top secret, previsto per il 2009.
Se sarà uno degli episodi più felici della sua scarna ma importante produzione lo giudicheremo a tempo debito...

Per ora ci interessa saperlo in attività e soprattutto che la finisca di passare le domeniche a guardare il derby in 3-d coi suoi amichetti...
              perdigiorno...

In bocca al lupo james! Esàggera come al solito , me raccomando!

Bèlla.
Sercio

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sabato, 29 marzo 2008 , ore 13:51


Un post scritto da: Hekthor
Categoria: recensioni, società



Cari idioti,

con oggi parte la seconda parte di descrizione degli Eletti, ma onestamente non capirete un cazzo e io avrò perso solo tempo.
Sembro nervoso ?
Lo sono, in quanto il cane di merda della vicina mi ha morso un coglione e adesso sono sotto effetto di antirabbica. Sono stati terminati entrambi.
Oggi parlerò di uno dei libri che più hanno influenzato la crescita etica e morale della nostra Confraternita:  il primo ed Unico libro è senz'altro

 

ma al secondo posto (poi non ce ne sono altri) abbiamo l'opera dell'Eletto 26
Il motivo è semplice: Tolkien ci racconta di un mondo fantastico, ma nemmeno troppo, fatto di coraggio, onore, valore, obbedienza al Re, amicizia, fratellanza fra i popoli dell'Occidente contro l'industria e l'oppressione dell'est.
La cappa e la spada, il Re, il padrone e l'umile servo quali dolci e soavi parole. Il Signore degli Anelli (non avevate ancora capito, razza di idioti ?) è ciò che dovrebbe essere insegnato ai piccoli.
Onora i genitori, soprattutto il padre, in quanto possiede le due fondamentali spade (carne e acciaio), rispetta le leggi, vivi e combatti per la libertà, possibilmente muori così non scassi la minchia con il vitalizio da reduce, ma sii eroe.
Perché l'eroe è ciò che conta in questa società: la figura che trascina il popolo a combattere gli oppressori, il Puro, il Bianco come Bianco è l'albero di Gondor. Questo è quello a cui si rifanno gli Eletti. L'approssimazione dei sistemi sociali, dove tutti sono uguali, i rigurgiti di lascivia, l'uso insensato di droghe di provenienza non chiara, questi sono i moderni orchetti contro cui gli splendenti Dunedain moderni si devono scagliare con la Luce dell'ordine morale.
J.R.R. Tolkien ha anticipato e mitizzato quelli che saranno poi i pilastri della Società degli Eletti e per questo tacciato di simpatie ideologiche vicine a regimi totalitari di metà '900. Come al solito devo ripetermi: le vostre menti ottuse e miserrime confondono

          e                       

Ma non capite che a sinistra abbiamo un giovane dai saldi valori morali ma confuso da messaggi di violenza e morte inutili, mentre dall'altro lato abbiamo un Eletto che ha fatto del proprio Rigore Etico e della propria posizione di dominio due armi non violente ma altrettanto potenti come la punta di una spada elfica ?
Il giorno in cui capirete che fra l'Ordine degli Eletti e quello che fu ogni forma di nazismo e fascismo non esiste alcun legame, capirete il significato della vita: è confondere la cioccolata e lo sterco, stesso colore e a volte stessa consistenza, ma il primo è un prodotto nobile, il secondo il risultato di uno scarto.

Tolkien ha avuto l'enorme merito di rendere appetibili e digeribili ad un pubblico giovane, se non giovanissimo, concetti basilari di una sana e fiorente civiltà occidentale. Prendiamo ad esempio il rapporto fra Frodo Baggins, protagonista della storia, e il suo fedele giardiniere Sam Gamgee: amicizia fra uomini, il più nobile fra i sentimenti, rispetto della gerarchia, totale dedizione del servo nei confronti del padrone. La vita ci rende schiavi o padroni, elementi alpha o semplici comprimari: una realtà che molti non accettano, ma che è Legge Divina.
La cultura manichea e illuminista ha portato a confondere l'Amicizia divinizzata dal Professore ad una pura e semplice manifestazione di omossessualità diffusa anche fra personaggi che sono stati creati con l'intento di enfatizzare elementi chiavi quali Onore, Patria e Dio.
Arrivando a scempi visivi come questo.
Nota di merito all'Operativo che ha terminato non più di 1 anno fa l'autore di questo abominio.

Riprendete in mano l'Opera del Professore e rileggetela pensando non ad una storiella di maghi, guerrieri e draghi, ma ad una moderna ed attuale Bibbia da cui trarre insegnamento per essere veri uomini dell'Occidente



Credo che questo sia sufficiente. Adesso ho urgenza di una sana e violenta scopata. Perché l'Eletto è simbolo di rettitudine, ma è anche un uomo. E che uomo.
Alla prossima puntata, massa di froci.

Dio benedica gli Uomini Retti ma Titanici nelle mutande.
Hekthor

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venerdì, 07 marzo 2008 , ore 15:26


Un post scritto da: Sercio
Categoria: recensioni



Cari amici dei Licablog, oggi il vostro recensore è in vena di critiche.

Anche quest'anno si sono ripetuti gli Oscar, cerimonia ormai vecchia e stanca (e in picchiata negli ascolti, per giunta...).
Una cerimonia che ormai è diventata una pagliacciata, che si è ridotta a regalare l'Oscar al primo che capita, basta che faccia parti da ubriacone, drogato, outsider o mentalmente instabile (chiaro, meglio se negro).
E può succedere che questo avvenga non solo una ma persino due (2) volte.

E' il caso di quel cialtrone che risponde al nome di Daniel Day Lewis:

guappo di cartone


Questo spilungone irlandese è uno cha ama ammantarsi di mistero scegliendo i copioni (e i personaggi da interpretare) col contagoccie (leggi la categoria di film di cui sopra e cioè a "odore Oscar"..) e dopo aver vinto un premio nel '90 per quella menata melensa che è "Il mio piede sinistro" si è riaggiudicato la statuetta per una delle interpretazioni più caricate, eccessive, tronfie e compiaciute del decennio ne "Il Petroliere"  di quel mitomane di Paul T. Anderson.

Ma non parlerò della pellicola (non potrei, me so addormentato a metà... e me so risvejàto sul finale perchè nel film il "BravissImo" Daniel sbraitava come un fijo de'na mignotta...)

Ecco, appunto: il "Bravissimo" Daniel.

Ma cazzo, rigà, sono solo io che mi sono accorto che il nostro amico si è limitato a copiare l'interpretazione del "Macellaio" in "Gangs of New York" ? Un paio di baffoni, uno sguardo truce e mefistofelico, una bocca pronta a sbavare rabbia et voilà, ecco pronto l'Oscar per voi.
Se ne devono essere accorti anche al doppiaggio italiano dato che gli hanno affidato la stessa voce per i due film, quella dello stucchevole Francesco Pannofino.

Diffidate da facili e sensazionalistici apprezzamenti: dietro la facciata di attore di classe che sa scegliere i suoi ruoli con cura, si nasconde un vanesio che ama riguardarsi di nascosto nei cinema che proiettano un suo film.

borioso e donnaiolo


Ma tanto tutti diranno comunque che è bravissimo e superbo, da "oddio, ora mi strappo i capelli!"
Imparate a riconoscere le vere interpretazioni da Oscar (il già citato Will) dal puro e semplice "overacting" spacciato per recitazione sopraffina...

Che il buon Daniel torni a fare il calzolaio a Firenze nascosto nei retrobottega... la faccia  gli si addice...
E poi diciamocelo, non se ne può proprio più di attori che amano il travestitismo, ma che poi nella vita si agghindano come dei merdosi zingari (capito Johnny?)

Dite la vostra, sono assai curioso.

Bella.

P.s.
un piccola nota. Gli abbagli dell'Academy valgono anche per i film... i Coen, autori discontinui, hanno vinto grazie ad un film con uno dei finali più brutti che la storia del cinema recente ricordi... voi che ne pensate? Qualcuno me lo sa spiegare?
Sercio

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giovedì, 07 febbraio 2008 , ore 16:51


Un post scritto da: Sercio
Categoria: recensioni


Bene, come promesso rieccoci qui a PARLARE di quello che i Licojòni non sanno FARE: il buon Cinema.

Quando leggerete queste righe probabilmente vi sarete tutti fatti un'opinione in merito:
che ne pensate dell’ultima versione dall’omonimo romanzo fanta-horror di Richard Matheson "Io Sono Leggenda" con l’ottimo Will Smith? (talento ormai maturato alla grande, capace di regalarci prove intense come pochi altri della sua generazione?)

                  entusiasmo

Per chi non lo sapesse il film è il terzo adattamento per il grande schermo del suddetto romanzo; i due precedenti sono "L’ ultimo Uomo sulla terra" e "Occhi Bianchi sul pianeta Terra", ma è quest’ultima versione a fare la differenza… (e badate non è affatto il mio genere di film).

Scene ad alto impatto visivo, giusta dose di tensione e azione e adrenalina che scorre a fiumi (e, al solito, lo dice uno che non ama troppo gli effetti speciali al computer, se non quando sono usati con intelligenza).
Il regista è un solido mestierante di Videoclip, tale Francis Lawrence.
Ma non è su di lui che mi voglio soffermare.

Sì perché il Gran Merito della riuscita del film va senza dubbio alla grandissima prova di Smith. Il simpatico attore afroamericano (nessuno è perfetto) oltre a mettere d’accordo tutti i registi con cui lavora (su tutti i grandi Michael Mann e Gabriele Muccino) sta scegliendo i suoi ultimi difficili ruoli con grande coraggio e un crescente senso di sfida.
Senza dimenticare che rimane un artista completo, anche (e soprattutto) sul versante musicale:

    istrione

Per chi non l’ha ancora visto, buona visione.
Per tutti gli altri, fatemi sapere.

Bella.

P.s. E non venite a dirmi "ma io non vado a vedere il film se prima non ho letto il libro…": fatevi un favore e godetevi lo spettacolo al cinema finchè potete.
Oppure andate direttamente a leggere il finale del libro (come ho fatto io) dove pare che ci sia la più sostanziale differenza.
Sercio

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giovedì, 31 gennaio 2008 , ore 23:43


Un post scritto da: licaoni
Categoria: recensioni


Erano passate già due ore e Diego non la smetteva di piagnucolare.

Quell’inetto continuava a dormire con l’abat-jour acceso per paura del buio, così - su idea di Sercio - ci eravamo recati in delegazione a casa sua con l’intento di fargli passare una volta per tutte l’infantile fobia e lo avevamo rinchiuso nello sgabuzzino, senza luce e in compagnia di due crotali. In questo modo, insieme alla paura del buio, avrebbe vinto anche la sua immotivata antipatia per i serpenti letali. Ma quella ciste ingrata non la finiva di lamentarsi e dopo un po’, annoiati, ci spostammo in cucina lasciandolo in preda a un attacco di panico.

La nonna di Diego era fuori casa: la brava donna era partita per una gita organizzata dalla parrocchia, un tour non stop Lourdes-Santiago de Compostela-Mykonos, e sarebbe tornata tra una settimana. Per il nipote aveva lasciato nel frigorifero sette razioni K surgelate (ma scadute nel 1943), una mela golden e un gabbiano avvolto nella pellicola trasparente. Ma Sercio sapeva che la vecchia teneva lo scatolame pregiato in bagno, sulla mensola delle medicine dietro alle confezioni dei preservativi e lontano dagli occhi dell’ingordo nipote. Così improvvisammo una merendella a base di tonno, crauti e aulin.

Sercio aveva portato con sé un paio di DVD e voleva che li vedessimo insieme. Ma a noi un film, se non ci sono almeno tre sparatorie e un’elezione di Miss Maglietta Bagnata con rissa tra le finaliste, difficilmente ci piace. Però Sercio conosce i nostri punti deboli ed era andato sul sicuro: a un horror non si può dire di no, per definizione.

“Franella di sangue” è un film del ’74, uno shocker di importanza storica che aprì la strada alla radicale metamorfosi del genere orrorifico di fine ’70 e inizio ’80. I cliché sono sempre quelli di un normale racconto di paura (magari con l’aggiunta di situazioni più truculente, come quella del micio frullato), ma è la carica visionaria che il regista riuscì a imprimere sulla pellicola a renderlo un piccolo gioiello.
Ottimo il lavoro di George Cotto, il quale però – come spesso succede – si adagiò sul successo ottenuto  e si ripeté stancamente fino al 1990, con l’ultimo “Franella di sangue 11 – Stavolta il divano non lo smacchio”. Il primo della serie era proprio l’unico, però, che non avevamo mai visto.

Sercio ce lo definì come un “horror claustrofobico” e “fichissimo”, perchè tutto girato dentro a una cantina dove due giovani fidanzatini – Mauros e Melany – si rintanano per godere di un po’ di intimità. Là dentro i due giovani trovano, oltre alla riserva di barolo del padre di lei, il cadavere di uno sconosciuto e la mitica Fender Stratocaster di Jimi Hendrix, con le corde montate al contrario. Muaros imbraccia la chitarra e subito si esibisce nel classico giro di accordi de “La Canzone del Sole”, non sapendo, l’idiota, che in questo modo evocherà Satana.

Fermammo quel fiume in piena di Sercio: no, non era il caso di vedere il film di Cotto. Infatti, il solo sentire nominare il nostro vecchio amico Jimi ci aveva fatto venire le lacrime agli occhi. Lo avevamo conosciuto a Woodstock, nell’agosto del ‘69. Il nostro numero era poco prima del suo, così dividemmo il camerino, facemmo amicizia e gli insegnammo il giochetto del vomito a testa in su.
Non ce lo siamo mai perdonato.

Sconsolati, ci vedemmo l’altro DVD, “Zombie cowboys don’t cry”, e alla fine ce ne tornammo a casa, non prima però di aver passato a Diego l’antidoto per il veleno da sotto la porta.
licaoni